A pochi giorni dalla chiusura della mostra “TROILO The Breach» a Palazzo Reale di Milano, una delle opere dell'artista Paolo Troilo, noto a livello internazionale per il suo finger painting iperrealista, attraverserà il confine lombardo per essere esposta negli spazi del Complesso Monumentale della Galleria Ricci Oddi e raccontare una storia che si intreccia con la città di Piacenza. L’opera d’arte esposta in occasione del Festival è una rivisitazione in chiave contemporanea della figura di Maria José, a 120 anni dalla sua nascita (1906), e dagli 80 dalla fine del Regno. Il regno di Maria José del Belgio fu il più breve della storia d’Italia, durato solo poco più di un mese in un passaggio storico cruciale, che le valse il celebre soprannome di "Regina di maggio". L'11 ottobre 1931, la principessa Maria José inaugurò la Galleria insieme al consorte, il principe ereditario Umberto di Savoia. Durante la giornata, la principessa Maria José, sensibile all’arte, visitò personalmente le sale espositive accompagnata dall'architetto Arata, lasciando una celebre testimonianza fotografica. Inoltre, Maria José fu ritratta da celebri pittori piacentini, da Luciano Ricchetti a Alfredo Soressi che la ritrasse nel 1930, l'anno delle nozze reali della principessa con Umberto di Savoia. Una lettura in itinere che attraversa la storia d’Italia e approda in una figura sospesa, moderna, colta, antifascista, rivoluzionaria, che diventa simbolo di una trasformazione storica irreversibile: raccontare la Regina di Maggio significa mostrare la fine di un mondo attraverso il volto di una sola persona.
Installazione site-specific dell’artista Paolo Troilo in conversazione con la storica dell’arte Elisa Mogavero.
Introduce Silvia Bonomini
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