C'è una storia poco conosciuta che lega una bottiglia toscana alla nascita della più grande democrazia del mondo. Nel 1773 Filippo Mazzei - medico, imprenditore e filosofo toscano, amico di Franklin e Jefferson - attraversa l'Atlantico portando in Virginia le prime barbatelle di vite europea e le idee dell'Illuminismo; con lui, il Vino Nobile di Montepulciano arriva sulla tavola di Thomas Jefferson, che continuerà a ordinarlo per anni apprezzandone l'equilibrio e la misura. Per il padre fondatore degli Stati Uniti il vino non era solo un piacere: era una pratica di moderazione, dialogo e autocontrollo - l'opposto degli eccessi - e cioè, in fondo, un esercizio di democrazia. Partendo dal loro libro, gli autori raccontano come la libertà non sia soltanto una conquista politica ma una pratica culturale quotidiana, fatta di abitudini, socialità e gusto. Perché anche un calice può raccontare come nasce una nazione - e come si tiene insieme.
Degustazione a seguire
Francesco Clementi; Antonio Gaudioso
Modera Marcella Maresca